domenica 10 settembre 2017

Premio Campiello 2017

09 settembre 2017.
Il Premio Campiello 2017, alla sua 55^ edizione, va alla scrittrice Donatella Di Pietrantonio per il romanzo L'arminuta, pubblicato da Einaudi.


Ecco la classifica completa:
Donatella Di Pietrantonio - L'arminuta - Einaudi - 133 voti
Stefano Massini - Qualcosa sui Lehman - Mondadori - 99 voti
Mauro Covacich - La città interiore - La Nave di Teseo - 25 voti
Alessandra Sarchi - La notte ha la mia voce - Einaudi - 13 voti
Laura Pugno - La ragazza selvaggia - Marsilio - 12 voti

L'Arminuta racconta di una ragazzina di tredici anni che da un giorno all’altro scopre di non essere la figlia delle persone con cui è cresciuta e si trova restituita alla sua vera famiglia. Dalla ridente città di mare al cupo paese, dalle lezioni di danza e di nuoto alla fame e alla promiscuità, dalla lingua italiana a un dialetto smozzicato che non parla e di cui si vergogna; a traumatizzare la protagonista è soprattutto la sensazione di non appartenere più a nulla e a nessuno. La prima parte del libro descrive l’impatto della ragazza allevata tra gli agi e appassionata dello studio con una madre e un padre schiantati dalla fatica e incapaci di comunicare, e con i fratelli ostili (non tutti, con tre di loro sviluppa subito un forte legame che passa soprattutto attraverso la fisicità). Si capisce presto che la protagonista è stata ceduta, poco dopo la nascita, a una coppia di lontani parenti che non poteva avere figli, ma non si sa perché quest’adozione informale sia cessata di colpo; la donna che l’ha allevata è gravemente malata? In un Abruzzo degli anni settanta diviso in mondi inconciliabili, uno avanzato e moderno, l'altro retrivo, una ragazza determinata a studiare e a dare un indirizzo alla propria vita riuscirà a farsi madre di se stessa.

La Giuria dei Trecento Lettori Anonimi era composta per il 46% da donne e il 54% da maschi fra cui 22 casalinghe, 41 imprenditori, 99 lavoratori dipendenti, 82 liberi professionisti e rappresentanti istituzionali, 27 pensionati, 29 studenti.

mercoledì 6 settembre 2017

w…w…w…wednesdays #106




"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  
Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

*******

Le mie risposte (106^ puntata - mercoledì 6 settembre 2017):

1) cosa stai leggendo?
Keeper of the castle - juliette blackwell (in inglese)

2) cosa hai appena finito di leggere?
Il silenzio della pioggia d'estate - Dinah Jefferies

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura?  
- il gattopardo
- la fattoria degli animali
- sotto il sole della toscana
- futuro anteriore - amis
- il trono di spade. Libro secondo
- l'amica geniale - elena ferrante
alcune idee per la monthly motif challenge di settembre:
- after - jessica warman
- spell - aprilynne pike
- dracula - bram stocker

domenica 3 settembre 2017

Il silenzio della pioggia d'estate - Dinah Jefferies


Titolo originale: Before the rains (2017)

1930, Rajputana, India.
Dopo la morte del marito, Eliza, una giovane fotoreporter, si sente persa. A tenerle compagnia c’è soltanto la sua macchina fotografica. La solitudine viene un giorno interrotta da una chiamata e da un incarico inaspettato: il Governo britannico decide infatti di inviarla in un ricchissimo stato indiano per fotografare la famiglia reale. È l’occasione della sua vita e deve sfruttarla a ogni costo. Ma, al suo arrivo, una sorpresa l’attende: giunta al palazzo, conosce il fratello del principe, Jay, un ragazzo giovane, affascinante e dai modi gentili. Uniti dal desiderio di migliorare le condizioni della popolazione locale, che vive in estrema povertà, Jay ed Eliza scopriranno di avere più cose in comune di quanto potessero mai immaginare. Eppure la società indiana, molto tradizionalista, e le loro famiglie la pensano diversamente. E questo li costringerà a una scelta: fare ciò che tutti si aspettano da loro oppure seguire ciò che dice il cuore… (www.newtoncompton.com)

Ho sentito nominare diversi libri della Jefferies e, per caso, ho cominciato a leggerla proprio dall'ultimo appena uscito. Mi intrigava molto la storia. 
In realtà, mi ha un po' spiazzato l'inizio, perchè mi aspettavo che partisse con la morte del marito e invece parte con un flashback di vent'anni prima, dove chi viene ucciso è il padre di Eliza. Sì perchè Eliza aveva già vissuto in India, finchè la morte del padre (una bomba durante una processione) fa tornare lei e la madre in Inghilterra. Una madre con cui c'è un rapporto complesso e tormentato fino all'ultimo.
L'India, quindi, per Eliza è un ritorno al passato, e contemporaneamente, la storia di un destino che si rincorre (gli episodi per cui dico questo ve li lascio scoprire nella lettura). Alcune delle situazioni che dovrebbero essere dei colpi di scena, in realtà sono abbastanza ovvie, così come è abbastanza scontato il finale (anche se non avevo capito il modo in cui sarebbe successo). 
Mi piace che la storia tra Eliza e Jayant non sia un colpo di fulmine, ma maturi giorno dopo giorno con la loro conoscenza reciproca, e con la loro collaborazione nel voler migliorare le condizioni di vita del popolo. 
Nel corso della narrazione, emergono alcune cose molto interessanti sull'India dell'epoca. Ad esempio, la condizione delle vedove, dove è vista come una vergogna il fatto che la donna sopravviva al proprio marito. Le tradizioni barbare del suicidio femminile, in teoria vietato dalle leggi inglesi, che tuttavia si perpetrano di nascosto. Raccapricciante anche il fatto che le bambine orfane vengano sepolte vive nel deserto dentro ad un vaso d'argilla.
La scrittura è abbastanza scorrevole. In molti punti la scrittrice riesce veramente a farci immergere nei colori e nei profumi dell'India. Alcune descrizioni paesaggistiche, invece, diventano quasi troppo prolisse, così come ho trovato un po' troppo "scolastiche" alcune delle descrizioni del mondo della fotografia. Sicuramente c'è stata una grande opera di documentazione.
Nel complesso, è una lettura piacevole. Sono quattrocento pagine ma si leggono volentieri, un po' anche per vedere come si chiuderanno tutte le vicende che vengono aperte. Quello che invece non mi ha convinto fino in fondo è proprio la scrittura; paradossalmente, ha saputo emozionarmi quando parlava delle feste o delle tradizioni, mentre non mi ha travolto la storia d'amore. E' una storia affettuosa sì, tenera, fai il tifo per loro, ma non mi ha travolto come pensavo (o può essere che non fossi predisposta io nel leggere una storia d'amore in quel momento).
Ultima cosa: non capisco perchè abbiano tradotto il titolo in questo modo; aveva molto più senso mantenerlo fedele all'originale, "Prima delle piogge", perchè si collegava a tutto l'episodio dei monsoni dal quale sembra quasi che ci sia un nuovo inizio. Il silenzio non ci sta proprio a dire niente.
Mio voto: 7 / 10

martedì 29 agosto 2017

Il libro dell'estate - Tove Jansson


Titolo originale: sommarboken - 1989

L'estate, l'ultima isola abitata prima del mare aperto nell'arcipelago finlandese, un paesaggio selvaggio e incontaminato, la casa lontana dalla civiltà, una nonna e una nipotina e, silenzioso nume tutelare, il padre. Una vita quotidiana che segue i ritmi svagati delle vacanze e quelli capricciosi del tempo: qualche visita occasionale, tempeste, avventure, divieti trasgrediti, furtive spedizioni a isole altrui, navigazioni notturne. Su uno sfondo che dell'idillio non ha il sentimentalismo, ma ne ha certamente il fascino, un libro dall'apparenza semplice che riesce a parlare senza enfasi, ma anche senza ingenuità, senza eufemismi ma con tocco ironico e leggero, della complessità del vivere, delle luci e delle ombre dell'animo umano, della crudele imparzialità della natura. «Senza un'infanzia felice non avrei mai incominciato a scrivere», dice Tove Jansson. Ed è proprio quella felicità che emana dai suoi scritti: l'espressione di quel raro equilibrio fra sicurezza e rischio, sfida e ritorno, ribellione e rifugio, paura del nuovo e desiderio di provare, timore e sete di conoscere, bisogno di solitudine e necessità di affetti. È la felicità di camminare su un filo teso, sapendo che vi è comunque una rete di protezione, del sentire con intensità, del prendere la vita sul serio, ma accettandola così com'è. Da qui l'affinità e l'intesa fra Sofia, la bambina che inizia ad affrontare la vita, e la nonna, che l'ha vissuta a fondo, l'ha amata con la saggezza di non pretendere di capirla e sa che fra poco dovrà lasciarla. Il loro dialogo, che spazia su ogni cosa che sta fra il crescere e il morire, è come una musica che resta a lungo nell'orecchio, come una sonatina. (www.iperborea.com)

Un libro che mi ha lasciato sentimenti un po' contrastanti. Intanto, non è un racconto lineare, è una serie di episodi frammentati, credo anche ambientati in più anni (visto che la bambina cresce..).
E' sicuramente bella l'ambientazione così selvaggia. Mi lasciano perplessa un po' i personaggi.
La nonna è piena di sfaccettature anche ironiche. E' quella che non si regge molto sulle gambe ma che scassina la casa del nuovo vicino per vedere cosa c'è dentro. E' quella che cerca di diffondere un po' della sua saggezza di vita alla bambina, ma non ha un reale "metodo" per parlare con lei, probabilmente non ne ha la forza e nemmeno la voglia, perchè sente già di essere più vicina alla morte.
La bambina è sicuramente una bambina a cui manca la presenza di (almeno) un genitore. E' capricciosa, è sbandata, cerca di continuo la nonna pretendendo che abbia l'agilità di un giovane e che solo a tratti si rende conto dei suoi problemi. Non mi ispira tenerezza, a volte mi dà proprio fastidio il suo comportamento. Sono sicura che se fosse lasciata meno sola si comporterebbe in modo diverso.
E poi c'è il padre, che, in realtà, che ci sia o non ci sia fa poca differenza, perchè è sempre chiuso nel suo studio e sono rare le volte in cui esce.
Ecco, sicuramente una grossa componente, palpabile, nel libro è l'assenza. L'assenza della madre in primis. L'assenza del padre, la (quasi) assenza di relazioni sociali. Il tempo non ha alcuna importanza, sembra essere sospeso. E' la natura che la fa da padrona nello scandire le ore e i giorni.
Ho letto recensioni entusiastiche di questo libro, ma devo ammettere di aver fatto molta fatica a finirlo perchè alcuni pezzi sono abbastanza noiosi. Boh. Lettura interessante ma niente di che. Sinceramente non ci trovo nè la felicità di cui parlano nella presentazione, nè questa grande affinità fra Sofia e la nonna.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

p.s. Tove Jansson (che all'inizio credevo fosse un uomo...) ha scritto anche libri per adulti, ma in realtà è un'affermata scrittrice ed illustratrice per bambini. E' lei che ha creato i "Mumin", quella specie di ippopotami bianchi che sono popolarissimi in Finlandia.

Tre cowboy per Natale - Jan Springer


Titolo originale: Cowboys for Christmas - 2014
Serie "Cowboys online". Libro 1

Jennifer Jane (JJ) Watson ha trascorso gli ultimi dieci anni in un carcere di massima sicurezza. L’ultima cosa che si aspetta è di uscire in anticipo con in mano un lavoro e finire in un ranch sperduto nelle foreste canadesi a servire il pranzo di Natale a tre dei cowboy più sexy che abbia mai visto! Rafe, Brady e Dan pensavano di assumere due ex-detenuti per aiutarli a mandare avanti il ranch e il bestiame, invece scoprono di aver assunto una donna bella e attraente. Nella natura innevata dell’Ontario del nord, la compagnia femminile è cosa rara. Ed è qualcosa che i tre cowboy amano condividere... Sono dominatori, belli come il peccato e riempiono la mente di JJ con le fantasie sessuali più bollenti che abbia mai avuto. D’un tratto, comincia a desiderare i tre cowboy come il regalo di Natale perfetto per lei, sperando in qualcosa che forse non potrà mai avere… un “per sempre felici e contenti.”

Cercavo un romanzo "western" e ho trovato questo, che forse è western solo per il fatto che ha come protagonisti tre cowboy, e che è sicuramente più erotico. 
Jennifer sta per uscire dal carcere, dopo dieci anni trascorsi dentro ingiustamente. Destinazione, Ontario, in un ranch sperduto tra i boschi. La ragazza non potrebbe essere più contenta di così, immaginando di poter scappare via molto facilmente. Senonchè, quando vede i suoi datori di lavoro, 3 cowboy ovviamente figoni, JJ non ha più così fretta di andarsene, anzi, comincia a sentirsi a casa con loro (e comincia a fare anche pensieri hot su ognuno dei tre..). 
I tre, in realtà, avevano chiesto di avere due uomini che li aiutassero con il ranch e i lavori pesanti e non si aspettavano una ragazza giovane e bella. Ma, alla fine, anche loro convengono che averla in casa non è così negativo (e anche loro cominciano ad eccitarsi notevolmente). 
Ad un certo punto però, l'eccitazione comincia a diventare un po' troppa, e i ragazzi decidono di fare un dono a Jennifer; se la ragazza lo terrà e si comporterà come da loro richiesto, presto ci sarà da divertirsi... Inutile dire che JJ accetta, e a turno i tre cowboys si recano da lei, di notte, per sperimentare singolarmente i piaceri di avere una donna con loro. 
Infine arriva il giorno di Natale, tra addobbi e luci varie, JJ riceve dal tribunale il totale condono della pena, ora è una donna libera a tutti gli effetti. I tre uomini sono in pensiero, perchè JJ potrebbe andarsene da un momento all'altro. Ma per il momento c'è un Natale da festeggiare... (vista anche tutta la preparazione fatta...) 
Beh il libro è carino. La storia è interessante. Jennifer è un personaggio simpatico, finito in carcere per aver fatto fuori un patrigno violento. I tre cowboy, Brady, Dan e Rafe, sono ovviamente dei figoni da urlo. La cosa che mi ha fatto sorridere è che (oltre ad essere tutti ben dotati), la sua "istruzione" va comunque in scala di grandezza... fortuna che sono solo tre o la cosa poteva diventare un problema...
La componente erotica è ovviamente una grossa parte di questo breve racconto, a volte un po' volgare (ma evidentemente questo è tipico del genere).
Si legge bene.
Questo libro è il primo della serie "Cowboys online" (che conta 4 libri per ora), può anche darsi che legga i prossimi per vedere come va a finire la vicenda.
Mio voto: 7 / 10

venerdì 25 agosto 2017

In corpore sano - Danila Comastri Montanari


Titolo originale: In corpore sano - 1991

Roma, Anno 43 d. C.. Publio Aurelio Stazio, è a cena con Pomponia e Servilio, quando viene interrotto dalla visita di Shula, serva (col vizio di bere) di Mordechai, un commerciante israelita di Trastevere, che lo prega di recarsi immediatamente a casa del suo padrone con un medico. Publio Aurelio si precipita sul posto e trova l'amico intento a soccorrere la figlia Dinah riversa in una pozza di sangue. Purtroppo, ogni aiuto risulta vano: la ragazza, in agonia, muore pronunciando poche parole sconnesse in greco (lingua che non conosce nemmeno). Gli accertamenti clinici sul cadavere stabiliscono che il dissanguamento è stato provocato da un procurato aborto; Eleazar, fidanzato della giovane, è scioccato e nega risolutamente di essere il padre del bambino (visto che è un uomo all'antica), anzi, accusa Dinah di essersi venduta a un goy, un romano. Mordechai, ben sapendo che per le leggi dell'Impero non è stato commesso alcun reato, chiede a Publio Aurelio, in nome della loro antica amicizia, di trovare il vero responsabile e di riferirgliene il nome. 
Parte così la ricerca nei segreti della Roma ebraica del I secolo d.C., che condurranno Publio Aurelio nel lupanare (bordello) di Oppia e negli studi medici della città, dove farà anche la conoscenza di una affascinante dottoressa, Mnesarete, dedita a curare principalmente i bisognosi.

Sui libri gialli non si può mai svelare troppo. Sto cercando di leggere in ordine i romanzi di questa serie, infatti questa è la seconda indagine di Publio Aurelio Stazio.
L'ambientazione è interessante, e si capisce che la Comastri Montanari è una professoressa, perchè ti tira fuori il "parolone" romano e poi ti spiega cosa significa. In effetti, in questo modo ha anche un suo grado educativo. 
Non sapevo che nell'antica Roma, l'aborto fosse una cosa quasi normale, al punto da utilizzarlo senza molti problemi. Interessante anche l'inimicizia tra romani ed ebrei, al punto che l'amore tra una ragazza ebrea e un romano non è neanche minimamente immaginabile (soprattutto da parte degli ebrei).
Alcune situazioni sono molto ironiche. Il senatore è un personaggio interessante, in questa storia viene letteralmente catturato dall'intelligenza di Mnesarete, e questo arriva addirittura a scatenare la gelosia del suo servo Castore, che si allea col contabile di casa Paride per far allontanare la donna.
Castore poi dà sfoggio di arguzia in modo molto efficace in diverse parti del libro.
Non sarà un capolavoro del giallo ma è una gradevole lettura.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

mercoledì 23 agosto 2017

w…w…w…wednesdays #105




"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  
Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

*******

Le mie risposte (105^ puntata - mercoledì 23 agosto 2017):

1) cosa stai leggendo?
il silenzio della pioggia d'estate - jefferies

2) cosa hai appena finito di leggere?
- Artico - James Rollins
- sogno di una notte di mezza estate - Shakespeare
- Tre cowboy per natale - Jan Springer
- Il libro dell'estate - Tove Jansson
- In corpore sano - Danila Comastri Montanari

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura?  
- il gattopardo
- la fattoria degli animali
- sotto il sole della toscana
- futuro anteriore - amis
- il trono di spade. Libro secondo
- l'amica geniale - elena ferrante